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COME SCRIVERE UNA TESI DI LAUREA?

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  Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo. Oggi tratteremo un tema molto importante quanto ostico per gli studenti universitari (soprattutto per quelli alle prime armi, in triennale si intende): come scrivere una tesi di laurea. Uno dei miei servizi è proprio seguire i laureandi nel loro percorso più emozionante ed aiutarli in un certo modo a sbloccarsi, ma la maggior parte non sa nemmeno da dove cominciare, dunque, veniamo al sodo. Scrivere una tesi di laurea, se si hanno le idee ben chiare, non è nulla di complicato, anzi. La parte più difficile sta prima di iniziare la stesura, nella ricerca di un argomento, di un titolo, nella stesura di un indice e nella ricerca delle fonti. Un consiglio che mi sento di darvi è quello di cercare un argomento che sentite vostro, che amate e che vi rende fier* di esporlo in pubblico. Naturalmente parlatene sempre con il vostro relatore o relatrice prima di iniziare a scrivere. Innanzitutto il segreto per scrivere una tesi di laurea ...

COME SCRIVERE CORRETTAMENTE UNA E-MAIL?

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  Tornata con un nuovissimo articolo. Oggi trattiamo un tema molto importante, ma anche molto sottovalutato: come scrivere correttamente una e-mail. Al giorno d'oggi, la posta elettronica è lo strumento maggiormente utilizzato per inviare candidature per un determinato posto di lavoro, per contattare dei clienti e proporre un nuovo prodotto o servizio e via discorrendo. In entrambi i casi è necessario scrivere una e-mail formale, facendo attenzione ad alcune semplici accortezze che riguardano la scelta dell'oggetto, i saluti iniziali e quelli finali e l'organizzazione del corpo del messaggio. Bando alle ciance... iniziamo subito! Dopo aver inserito ovviamente il destinatario, una componente importante di una e-mail formale è l'OGGETTO. Dimenticarsi di inserire l'oggetto del messaggio sarebbe un errore gravissimo, in quanto il destinatario è la prima cosa che andrà a leggere e, se non è ben scritto, si rischia che il destinatario cestini subito il messaggio senza pre...

LA FIGURA DEL PM

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Eccomi qui tornata con un nuovo articolo per voi. Oggi tratteremo una figura importantissima per il processo traduttivo, ovvero quella del PM (Project Manager). Alcuni di voi hanno già sentito parlare di questo acronimo, ma hanno ancora le idee confuse in merito? Avete cliccato sul post giusto! :) Chi è il PM? PM, come accennavo prima, è un acronimo che sta per Project Manager. Il PM è colui con il quale vi relazionerete quando inizierete una collaborazione lavorativa con un'agenzia di traduzione. Il Project Manager è una figura che esiste in moltissimi contesti lavorativi; nel nostro è un coordinatore, un amministratore che gestisce un progetto di traduzione. Come avete avuto modo di capire, il PM non è un traduttore, ma si occupa di organizzare il flusso di lavoro e supportare i traduttori affinché il progetto riesca al meglio e la richiesta del cliente venga soddisfatta. È un professionista che segue un progetto di traduzione dall'inizio alla fine e mette a disposizion...

TRADUZIONE AUDIOVISIVA VS TRADUZIONE LETTERARIA

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Eccomi tornata con un nuovissimo articolo! Oggi affronteremo un tema sul quale si fa ancora molta confusione: la differenza tra traduzione audiovisiva e traduzione letteraria. Innanzitutto andiamo a definirne meglio il significato. La traduzione audiovisiva, scrive Elisa Perego, indica “tutte le modalità di trasferimento linguistico che si propongono di tradurre i dialoghi originali di prodotti audiovisivi” ovvero quei prodotti che, per trasmettere i contenuti allo spettatore, utilizzano contemporaneamente il canale acustico e quello visivo, per renderli accessibili ad un pubblico più ampio. La traduzione audiovisiva comprende diverse pratiche traduttive caratterizzate non solo dal passaggio da una lingua di partenza ad una lingua di arrivo, ma anche dall'interazione di suoni ed immagini. Più nello specifico, la traduzione audiovisiva consiste nell'intervenire su battute e dialoghi in modo da permettere la circolazione di un determinato prodotto in un mercato differente r...

LA STORIA DELLO SCEVA'

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  Eccomi qui con un nuovissimo articolo. Oggi parleremo della storia dello scevà, simbolo strano simile ad una "e" rovesciata che i miei studenti di tedesco chiamano "il simbolo senza senso", ma che in realtà un senso ce l'ha. In linguistica e fonologia, con il termine scevà viene designata una vocale centrale media, che nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) viene indicata con il simbolo che vedete nell'immagine introduttiva. Che cos'è lo scevà? Lo scevà è un carattere dell'IPA che è stato inserito nel mezzo di tutto il sistema di vocali, poiché la sua pronuncia è un suono indefinito che assomiglia all'insieme delle vocali "a, e, i, o, u".  L'Enciclopedia Treccani, infatti, scrive: "un suono vocalico neutro, non arrotondato, senza accento o tono, di scarsa sonorità".  Lo scevà sembrava esistere già intorno al X secolo d.C. nella lingua ebraica medievale parlata e dovrebbe derivare dalla parola 'shav' cioè...

I PHRASAL VERBS

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Oggi,   a grande richiesta, affronteremo un tema molto ostico per gli studenti di lingua inglese: i fatidici phrasal verbs, ovvero i verbi frasali. I phrasal verbs sono verbi composti da due o anche tre parole. La prima è un verbo, mentre la seconda o la terza è un avverbio o una preposizione. Ad esempio: TAKE OFF Take off può avere diversi significati che elencherò qui sotto e questo potrebbe creare dei problemi a coloro che non riescono a capire bene il contesto cui il verbo si riferisce. Infatti, take off può significare: togliersi i vestiti. Ex: Take off your pile staccarsi da terra. Ex: The plane take off now sottrarre/togliere. Ex: I take off 5€ from the original price I dolori arrivano quando il significato dei phrasal verbs si discosta completamente da quello originale del verbo. Gli esempi più diffusi sono:  LOOK UP TO = ammirare BREAK DOWN = smettere di funzionare TAKE AFTER = assomigliare I phrasal verbs, inoltre, possono essere transitivi o intransitivi. I phrasal ...

GLI ANGLICISMI E IL LORO USO NELLA LINGUA ITALIANA

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  Come promesso, eccomi tornata con un nuovo articolo: l'uso degli anglicismi nella lingua italiana. La lingua italiana è stracolma di parole straniere (anche se nella maggior parte dei casi le ha praticamente assimilate e italianizzate) soprattutto di anglicismi. Esempi sono: blue jeans, weekend, roast beef. Il vocabolario Treccani ci spiega che per anglicismo si intende "parola, locuzione o costrutto proprio della lingua inglese, importato in un'altra lingua sia nella forma originale, sia adattato foneticamente". Alcuni anglicismi entrano nella nostra lingua immutati nella forma e nel significato, per esempio:  BREAK                                     TREND LOW COST  SINGLE  STALKERARE TAGGARE TWITTARE Alcuni anglicismi, in italiano, perdono la seconda parte del composto. Per esempio:  BEAUTY invece di BEAUTYCASE SLOT invece di SLOTMACHINE Alcuni anglicismi, in ital...

TRADUTTORE VS REVISORE

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  Dopo un mese, eccomi tornata con un nuovissimo articolo: oggi chiariamo la differenza tra traduttore e revisore (anche se, per avere un concetto completo di revisione, bisognerebbe parlare anche di editing e di proofreading).  Come vi ho già spiegato in uno dei miei primi articoli "Il mestiere del traduttore", il traduttore si occupa di trasportare un testo da una lingua source ad una lingua target; il revisore invece è colui che si occupa appunto di revisionare il testo tradotto dal punto di vista del contenuto, ovvero: correggere errori di interpretazione del testo originale; controllare che non siano state omesse o aggiunte delle parti di testo; controllare la formattazione del testo (maiuscole, minuscole, spaziatura); rivedere il lessico, la grammatica, la punteggiatura, l'adeguatezza linguistica e culturale al paese di destinazione, lo stile e la terminologia adeguata. La figura del revisore, nonostante esista ancora ed è fondamentale nella traduzione tecnica, per ...

COME SCRIVERE UN CURRICULUM VITAE?

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  Eccomi qui con un articolo in realtà non previsto nel mio programma, ma le sorprese fan sempre piacere, no? 😉 Oggi cambiamo del tutto argomento rispetto a quelli trattati ultimamente, ma mi faceva piacere parlarvi di uno dei temi che può sembrare scontato ma non lo è: "come scrivere un CV?" La prima cosa da ricordare è che il CV è il nostro biglietto da visita. Scrivere un CV infatti non è così semplice come sembra.   Perché? Ci tengo a sottolineare che gli obiettivi principali del CV sono: emergere tra le diverse candidature che l'agenzia o qualsiasi altro tipo di azienda riceve; impressionare chi riceve il nostro CV tanto da convincerlo a ricontattarci. Proprio per queste due ragioni è fondamentale: sapere a chi ci si sta rivolgendo; scrivere il proprio CV in un italiano corretto (evitare quindi i refusi, la punteggiatura sbagliata e gli errori grammaticali); avere anche un po' di fortuna che non guasta mai 🍀 Dunque, dopo questa premessa, cosa va inserito nel CV...

I CAT TOOL

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  Eccomi tornata con il primo articolo del nuovo anno.  Sulla mia pagina Instagram (martinadicarlo_traduttrice) ho inserito un piccolo indizio per farvi capire di cosa avevo deciso di parlarvi e molti di voi ci hanno preso 😊 Oggi vi svelo lo strumento "magico" del traduttore: il CAT Tool. CAT non sta però a significare gatto, bensì è l'acronimo di Computer Aided Translation: i CAT dunque non sono altro che strumenti di traduzione assistita, ovvero aiutano il traduttore a svolgere il proprio lavoro. Questi software sono in grado di analizzare il testo di partenza e di segmentarlo, cioè dividerlo in unità più o meno lunghe in base ad una logica. Ciò permette di identificare e di isolare: FRASI MOLTO SIMILI TRA LORO: frasi cioè in cui cambiano solo alcune parole, il segno di punteggiatura o l'ordine delle preposizioni; RIPETIZIONI: per esempio le intestazioni a piè di pagina di un documento o di una presentazione; CONTENUTO POTENZIALMENTE NON TRADUCIBILE: numeri, segnap...